16 gennaio 2018

I giovedì della Villa | 15 marzo

19.00
L’inganno dell’estetica, il delitto dell’estetico
Incontro con Renato Rizzi, architetto, invitato dal borsista Marc Leschelier

Il titolo si apre direttamente su un duplice grandioso scenario: Architettura e Cultura Occidentale. Queste due parole, ‘estetico’ ed ‘estetica’, non sono intesi come aggettivi, bensì sostantivi. Il genere, maschile e femminile, indica strutture semantiche completamente diverse pur appartenendo allo stesso dispositivo epistemico. L’uso di questi termini ci prepara allora non solo a vedere quanto abbiamo dimenticato del passato, ma anche quanto di (in)attuale ancora non conosciamo del presente. Di noi stessi. Delle opere che produciamo. E per non perdere l’orientamento dello sguardo in questa nostra confusa nebulosa culturale, fissiamo la luce benevola e severa di tre stelle: Marcel Proust, Josif Brodskij, Venezia.
Renato Rizzi (Rovereto, 1951), dopo un lungo periodo di lavoro nello studio di Peter Eisenman a New York, è rientrato in Italia dove è professore di Progettazione Architettonica all’IUAV, Venezia. Tra le sue opere costruite più conosciute, il Museo Depero a Rovereto e il Teatro Elisabettiano a Danzica. Attualmente è impegnato nella traduzione architettonica dell’intero corpo poetico di John Hejduk (New York, 1929-2000)

20.30
Dal Regno del Congo a Villa Medici
Incontro con Cécile Fromont, storica dell’arte, invitata dal borsista Éric Baudelaire

Un’amaca. Delle palme. Scimmie, uccelli, piccoli mammiferi. È facile riconoscere negli arazzi della manifattura reale dei Gobelins, oggi nel Grand Salon di Villa Medici, la combinazione di curiosità scientifica e gusto per l’esotico che caratterizzava le arti decorative nei secoli XVII e XVIII. Ma a cosa rimanda la presenza di quegli uomini dalla pelle bruna tra la lussureggiante fauna e flora tropicale? La storica dell’arte Cécile Fromont sofferma il suo sguardo di specialista dell’Africa sulla serie “delle Indie” individuando le origini della loro composizione attraverso la storia diplomatica del regno cattolico del Congo nel XVII secolo. Il percorso di questi ritratti di ambasciatori africani, dipinti in Brasile intorno al 1640 e divenuti semplici motivi ornamentali esotici nel giro di pochi decenni, ci invita a riconsiderare il ruolo dell’immagine nelle relazioni tra l’Africa e l’Europa nell’epoca moderna e nel nostro tempo.
Cécile Fromont è storica dell’arte presso l’università di Chicago. Le sue ricerche e l’insegnamento si concentrano sulle culture visive, materiali e religiose dell’Africa e dell’America Latina, in particolare nell’epoca moderna (1500-1800) e nell’area Atlantica Lusofona. Vincitrice del Prix de Rome, è attualmente borsista presso l’Accademia Americana di Roma. Laureata in Scienze Politiche a Parigi, consegue un master e il dottorato in storia dell’arte e dell’architettura presso l’università di Harvard.

 

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