Storico dell'arte

Julia Hountou

Julia Hountou

2009-2010
2009-2010

Julia Hountou
Periodo: 2009-2010
Professione: Storico dell’arte Borsista in storia dell’arte all’Accademia di Francia a Roma-Villa Medici per dodici mesi, a partire dall’aprile 2009. Dottore in Storia dell’arte contemporanea (qualificata nella 18/a e nella 22/a  sezione), Julia Hountou ha lavorato su “Le Azioni di Gina Pane dal 1968 al 1981”
nell’ambito del suo dottorato all’Université di Parigi I – Panthéon – Sorbonne. La sua tesi è diventata un’opera dal titolo “Le Azioni di Gina Pane dal 1968 al 1981: dalla fusione con la natura all’empatia sociale”
che uscirà prossimamente per le Editions des Archives Contemporaines, in collaborazione con l’École Normale Supérieure des Lettres et Sciences Humaines di Lione. Il suo soggiorno a Villa Medici è per lei l’occasione di approfondire le sue richerche sulla pratica performativa in Italia. Dopo essere stata “Attachée Temporaire d’Enseignement et de Recherche” per due anni all’Université di Marne-la-Vallée, ha insegnato arte moderna e contemporanea e storia della fotografia all’Université d’Evry Val d’Essonne, all’Academic Programs Abroad (Paris), all’Université Inter-Âges de Créteil (Parigi XII), all’Université di Parigi X – Nanterre e all’Université Jules Verne della Picardia (Amiens). Parallelamente ha tenuto delle conferenze di arte contemporanea all’École Normale Supérieure (Rue d’Ulm, a Parigi), a La Ferme du Buisson (Centre d’art contemporain, a Noisiel) e alla Filature de Mulhouse. Co-autrice del libro “Gina Pane – Lettre à un(e) inconnu(e)” (E.N.S. B-a, Coll. Ecrits d’artistes) con B. Chavanne e A. Marchand, collabora con diverse riviste: “Etudes photographiques. Chimères
” (rivista di schizoanalisi fondata da Gilles Deleuze e Félix Guattari). “Ligeia, dossiers sur l’art”, “La Nouvelle Revue d’Esthétique”, “Verso Arts et Lettres”, “PerformArts”, “Art présence”, “Flux News”, “Turbulences vidéo” e “Lunes
” (Réalités,
Parcours, Représentations de Femmes). E numerosi siti Internet: Exporevue.com, PerformArts, uneexpo.com
. Autrice del catalogo dell’esposizione “Rafael Mahdavi” all’École Supérieure d’Art et de Design di Amiens nell’aprile 2009, Julia Hountou ha inoltre contribuito alla redazione del catalogo dell’esposizione “Michel Journiac” (Ed. Les musées de Strasbourg et ENSB-a di Parigi) nel 2004. Partecipa ai lavori dell’institut des textes et manuscrits modernes (ITEM), diretto da Pierre Marc de Biasi (Laboratorio del CNRS e Ecole Normale Supérieure) dedicato allo studio dei manoscritti di scrittori per approfondire il processo di creazione. Julia Hountou è inoltre membro dell’équipe “Histoire de l’art – Processus de création et genèse de l’œuvre” sotto la direzione di Ségolène Le Men (Prof. à l’Univ. Paris X, IUF) et Pierre-Marc De Biasi (CNRS – DR). Partecipa inoltre ai lavori del laboratorio “Passages 20-21 / Centre d’Etudes Poétiques” diretto da Jean-Marie Gleize (Lyon 2 e Ecole Normale Supérieure Lettres et Sciences humaines) proseguendo le sue ricerche sulle nozioni di “atto” e di “azione” nelle pratiche artistiche della seconda metà del XX secolo. Nell’ambito dell’evento “Théâtre des expositions” a Villa Medici – Académie de France à Rome, Julia Hountou invita il designer di moda Pascal Gautrand, a presentare il suo lavoro, dal 26 maggio al 1 giugno 2010. Julia Hountou presenta attraverso un testo redatto durante il suo soggiorno a Villa Medici (2009 – 2010), il percorso artistico del designer di moda intorrogandolo sul processo di creazione e di produzione e ponendo la questione più precisamente sulla collezione. In effetti, durante il suo soggiorno, Pascal Gautrand riceve dai borsisti e dal personale della Villa, degli indumenti che non indossano più. Inoltre nell’ambito del “Théâtre des expositions”, il lavoro di raccolta degli indumenti si protrarrà sotto forma di un
workshop intitolato
Mani d’opera / mains d’œuvre nel corso del quale dal 26 maggio al 1 giugno 2010, il designer di moda realizzerà una performance
in situ con l’obiettivo di mettere in luce, durante la settimana, gli stadi della fabbricazione. Gli abiti saranno tutti tagliati in quadrati e assemblati per realizzare un immenso patchwork che comporrà alla fine un mosaico di identità “medicee” ricomposte, anche detto ritratto metaforico di tutte le persone che hanno dato il loro costume. Questo enorme stendardo “pixellizzato” porterà ad una nuova iconografia come luogo di umanità, scena della persona intima, simbolo dell’energia vitale e creatrice grazie alla quale gli uomini lasciano una traccia.
Julia Hountou, Villa Medici, Roma, marzo 2010 Alcuni articoli di Julia Hountou: Julia Hountou, « La blessure chez Gina Pane : un langage polysémique », Ligéia, XXIII° ANNÉE, N° 97-98-99-100, janvier-juin 2010, pp. 6-18. revue-ligeia.com/contenu.php Julia Hountou, « Le rôle de l’autoportrait performatif chez Gina Pane », Visage et portrait, visage ou portrait, Presses Universitaires de Paris X – Nanterre, 2010, 190 p.; pp. 63-74. pressesparisouest.fr