Johan Creten

Nato nel 1963 in Belgio, Johan Creten è uno scultore fiammingo con sede a Parigi. Ex-borsista dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici (1996), lavora in tutto il mondo, dall’Aia a New York, da Miami a Città del Messico. Ha esposto in particolare nelle sale rinascimentali del Louvre in dialogo con Bernard Palissy e al Museo Eugène Delacroix di Parigi, al Museo d’Arte Bass di Miami, alla Biennale di Istanbul, al MAMCO di Ginevra e al Museo Middelheim di Anversa. L’opera di Johan Creten è rappresentata dalla Perrotin Gallery di Parigi, New York, Hong Kong, Seoul, Tokyo e Shanghai; dalla Almine Rech Gallery di Bruxelles e dalla Transit Gallery di Mechelen. Image © Clair Dorn, 2018

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I Peccati | Johan Creten

Informazione importante:
Nel rispetto delle misure preventive attualmente in vigore in tutta Italia (DPCM dell’8 e 9 marzo 2020), l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è temporaneamente chiusa al pubblico.

La mostra I Peccati di Johan Creten, inizialmente prevista dal 26 marzo al 21 giugno 2020, è rinviata a data da destinarsi.

Restiamo in contatto e non perdetevi le ultime notizie sulla programmazione!

 


 

L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è felice di presentare la mostra I Peccati di Johan Creten, a cura di Noëlle Tissier.
La mostra è organizzata dall’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici con il sostegno delle galllerie Perrotin e Almine Rech.

Precursore, inclassificabile e controcorrente, Johan Creten (nato nel 1963) è un artista che si è distinto nel panorama artistico internazionale degli ultimi anni in quanto figura forte, enigmatica e intrigante. Dotato di una visione estremamente attuale della nostra società, egli ha saputo ritagliarsi uno spazio specifico all’interno della scena internazionale della creazione contemporanea.

Originario di Sint-Truiden, borgo delle Fiandre, inizia i suoi studi nelle Accademie di Belle Arti di Gand e Parigi. Durante il soggiorno nella capitale francese, dove studia come pittore, scopre la ceramica e ne fa il proprio mezzo primario. I suoi continui spostamenti, dall’Aja a New York, da Roma – dove è stato borsista all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici nel 1996 –  sino al Messico e alla Florida gli sono valsi la definizione da parte della critica di The Cley Gypsy ovvero lo “Zingaro della Ceramica” accreditandolo per l’uso innovativo della materia.

Johan Creten si è distinto fin dagli anni Ottanta per l’uso innovativo della ceramica. Oggi è considerato una figura di spicco del suo rilancio nel campo dell’arte contemporanea.
Un ulteriore aspetto della sua opera è l’uso virtuoso del bronzo nella realizzazione di sculture monumentali, di cui un importante esempio, De Vleermuis – Il Pipistrello, sarà presentato e installato come preambolo della mostra, sul piazzale di Villa Medici, accanto alla fontana Corot, di fronte al Vaticano.

Con I Peccati, Creten raccoglie per la prima volta in Italia un insieme di cinquanta opere in bronzo, ceramica e resina che dialogano con le opere storiche di artisti come Lucas Van Leyden
(1494-1533), Hans Baldung (1484-1545), Jacques Callot (1592-1635), Barthel Beham (1502-1540) e Paul van Vianen (1570-1614), ai quali Creten si è ispirato.

Johan Creten parla di “Slow art” e della necessità di un ritorno all’introspezione. Un movimento, che va dalla miniatura alle figure monumentali, che ci permette di appropriarci del nostro tempo e di immergerci in un’esplorazione del mondo con i suoi tormenti individuali e sociali, per un viaggio pieno di sorprese ed emozioni. Le sculture di Johan Creten, realizzate appositamente per la mostra tra il 2019-2020, si aggiungono alle opere che scandiscono la sua carriera dagli anni Ottanta a oggi, e sono qui abbinate a stampe, arazzi e bassorilievi del XVI e XVII secolo appartenenti alla collezione personale dell’artista. Queste opere storiche scelte dall’artista sono veri e propri riferimenti nel suo processo creativo. Essi rivelano le sue preoccupazioni, dal punto di vista sia artistico, storico, politico che filosofico. L’intreccio di queste opere all’interno dell’esposizione stravolge la nostra percezione da molteplici punti di vista, che dal passato mettono in discussione il futuro della nostra umanità.

« Con Johan Creten, i peccati non sono sette di numero. Sette, questa cifra implacabile, pari al numero dei sacramenti nella Bibbia e dei colli di Roma. Qui, i peccati sono infiniti e illimitati, inesauribili. Non sono numerabili, ma solo designabili. I peccati non sono tutti capitali, essi possono essere imperiali, imperiosi, periferici, insidiosi, insignificanti, invisibili. Sono sempre al disotto del calcolo e del linguaggio. I sette peccati capitali valgono poco a confronto della bassezza, la barbarie, la noia, la mutilazione, il rimpianto, la melanconia ed il terrore, in breve, la vita. Così, le sculture di Johan Creten non hanno nulla a che vedere con la morale o la sanzione, la ghigliottina o la censura. Esse parlano dei peccati, parlano della vita che infonde desiderio e dolore, speranza e pena, lussuria e collera, amore e morte, Eros e Thanatos. Parlano della vita anfibia, tra Stige e Paradiso. Parlano della vita pulsionale, quando i cuori battono, quando i serpenti si attorcigliano, quando si spiegano le ali, quando si aprono le vulve, quando si sposta la tenda ed appare infine la verità nuda, quella Medusa ipnotica. Il peccato non sarà poi in fondo la forma stanca della purezza? Non indica forse la nostra condizione di uomini estremamente fallibili? Il peccato non è forse, per riprendere le parole di Victor Hugo, una meravigliosa “gravitazione”? »
– Colin Lemoine, storico dell’arte

La mostra “I Peccati” sarà accompagnata da un catalogo con testi di Colin Lemoine e Nicolas Bourriaud, un’introduzione di Noëlle Tissier e fotografie di Gerrit Schreurs.

quote
L’opera di Johan Creten parla al turbamento interiore di ognuno di noi, come individui ma anche come società, trattando temi come la natura, la femminilità, il potere, la politica e la spiritualità. Gay Gassmann, T Magazine - The New York Times

Informazioni pratiche:

Orari di apertura della mostra:
26 marzo - 31 marzo 2020: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30).
1 aprile - 21 giugno 2020: dal lunedì alla domenica tranne il martedì, dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30). Chiuso il martedì e il 1 maggio.

Tariffa:
Biglietto doppio per la mostra e la visita guidata di Villa Medici e dei giardini: 12 € / 6 € (prezzo ridotto).
Biglietto solo per la mostra: 6 €, accesso gratuito per persone sotto i 18 anni.

Accademia di Francia a Roma - Villa Medici
viale Trinità dei Monti, 1 - 00187 Roma
T +39 06 6761
Metro Spagna o minibus 119