Fotografo

Raphaël Dallaporta

Raphaël Dallaporta

2014-2015
2014-2015

Raphaël Dallaporta, è nato nel 1980. Ha vinto l’ICP Infinity Award 2010 aNew York e il Foam Paul Huf Award 2011 ad Amsterdam. Le sue mostre personali comprendono Raphaël Dallaporta, Observations, itinerante dal 2011, e Antipersonnel, selezionata da Martin Parr ai Rencontres d’Arles del 2004. Le sue opere sono esposte nelle collezioni del Musée de l’Elysée, Losanna; del Fond National d’Art Contemporain (FNAC), Parigi; della Maison Européenne de la Photographie (MEP), Parigi; del Musée Nicéphore Niépce, Chalon-sur-Saône; della New York Public Library. Negli ultimi dieci anni ha sviluppato una pratica fotografica che si distingue per il rigore delle inquadrature e l’efficacia documentaria. I suoi progetti a lungo termine coprono un’ampia gamma di interessi umani. Ha lavorato in stretta collaborazione con sminatori (Antipersonnel), giuristi (Esclavage domestique), medici legali (Fragile) e, più di recente, con archeologi (Ruins). Raphaël Dallaporta fonda la sua ricerca su un approccio scientifico per analizzare l’empatia generata da certi temi sociali e giocare con i diversi statuti di un’immagine fotografica. Tutta la sua opera si propone di sottrarre la fotografia dalla sua condizione documentaria per rimandare a una visione simbolica.

A Villa Medici Raphaël Dallaporta si dedicherà a un progetto intitolato Segreti, che attraverso un racconto fotografico esplora le manifestazioni dell’ossessione dell’Uomo per lo Spazio. Il progetto, iniziato nel 2012 in stretta collaborazione con l’Observatoire de l’Espace del CNES, vuole analizzare il nostro rapporto con il progresso e con la memoria. In continuità con le sue precedenti esperienze, collaborerà con alcuni ricercatori: con gli archeologi dell’Ecole française di Roma, riguardo aalle recenti scoperte fatte alla Domus Aurea. Partendo dall’osservazione degli scavi a Vigna Barberini, intende elaborare un’opera contemplativa che, nella sua dinamica, imiterà i movimenti del mondo. A questo lavoro Raphaël Dallaporta applicherà le sue convinzioni documentarie, spostando i limiti della fotografia verso la dimensione narrativa o romanzesca.