Storico dell'arte

Giovanna Zapperi

Giovanna Zapperi

2013-2014
2013-2014

Giovanna Zapperi
Periodo: 2013-2014
Professione: Storico dell’arte Giovanna Zapperi è professoressa di Storia e Teoria dell’Arte all’école Nationale Supérieure d’Art di Bourges e ricercatrice associata al CEHTA/EHESS. La sua tesi, pubblicata con il titolo
L’artiste est une femme. La modernité de Marcel Duchamp (PUF, 2012), ha vinto il Premio della Città di Parigi per gli studi di genere. Nel 2007-2008, è stata professoressa invitata all’Università Humboldt di Berlino (cattedra «Rudolf Arnheim») e, nel 2009,
fellow dell’Institut d’études Avancées di Nantes. I suoi articoli sono apparsi in diversi volumi collettivi, cataloghi di mostre e riviste internazionali (“Art History”, “Feminist Review”, “Kritische Berichte”, “Multitudes”, “Oxford Art Journal”, “Parachute”, “Rue Descartes”, “Studi Culturali”…). E’ autrice, insieme ad Alessandra Gribaldo, di
Lo schermo del potere. Femminismo e regime della visibilità (Ombre Corte, 2012) e di recente ha curato e scritto la prefazione della traduzione francese del libro di Carla Lonzi
Autoportrait (JRP Ringier, Paris, 2012). Le sue ricerche si concentrano sui rapporti tra genere e modernità nelle arti visive, sulle politiche dell’archiviazione nell’arte contemporanea, sulle teorie femministe del visivo e sull’arte e la cultura in Italia negli anni Sessanta e Settanta. Il progetto di ricerca di Giovanna Zapperi per Villa Medici si focalizza su Carla Lonzi, figura centrale del femminismo italiano degli anni Settanta, e critica d’arte innovatrice negli anni Sessanta. Ex allieva di Roberto Longhi, autrice di numerosi importanti testi critici, Carla Lonzi ha inventato una scrittura sull’arte apertamente soggettiva, di cui il libro
Autoportrait (1969), basato sulla trascrizione di interviste ad artisti, costituisce il punto culminante. La ricerca di Giovanna Zapperi si concentra sulla traiettoria divergente di Carla Lonzi, che abbandonò la critica d’arte per il femminismo, con l’obiettivo di indagare i rapporti tra pratica creativa e impegno femminista situandoli nel contesto storico e artistico degli anni Sessanta e Settanta.