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Storia

Il Pincio nell'antichità

Villa Medici si erge sulla collina del Pincio e si trova al di fuori del pomoerium (recinto sacro) della Roma antica, ma è inclusa all'interno delle mura Aureliane, costruite tra il 270 e il 273 d.C.. Nel luogo in cui sorge la Villa, alla fine del periodo repubblicano Lucio Lucinio Lucullo (115 - 57 a.C.), generale romano che fu il favorito di Silla, fece collocare i suoi giardini e tra il 66 e il 63 fece costruire una grande villa che doveva occupare l'intero sito, dalla via Salaria Vetus a Sud all'attuale passeggiata del Pincio a Nord. Ivi, come riporta Plutarco, riceveva Cicerone e Pompeo.

Valerio Asiatico, vi fece costruire durante il regno di Claudio un grande giardino terrazzato con un vasto ninfeo semi-circolare che dominava l'attuale area di Trinità dei Monti, a sua volta sovrastato da un tempio dedicato alla Fortuna. Messalina, moglie dell'imperatore Claudio, ambiva a prendere possesso del luogo e a questo scopo coprì Valerio Asiatico di false accuse; sotto la sua influenza, Claudio indusse Valerio Asiatico al suicidio, proprio nei giardini, nel 47 d.C. Qualche anno più tardi Messalina, finalmente appropriatasi del luogo, vi fu assassinata dai soldati incaricati da suo marito.

La Villa continuò ad essere una proprietà imperiale fino all'epoca di Traiano, che gli preferì verosimilmente i giardini di Sallustio, situati sulla parte orientale del Pincio. Nel III secolo d.C., la tenuta fu occupata dalla famiglia patrizia degli Acili, e poi dei Pinci, da cui l'attuale nome della collina. Il terreno della Villa venne delimitato dalla costruzione delle Mura Aureliane, destinate a proteggere Roma dalle invasioni barbariche. La fortificazione però non resistette alle armate di Alarico, che invasero Roma nel 410 d.C.. L'imperatore Onorio (395-423 d.C.) collocò il suo palazzo nei giardini e nel 537 d.C. Belisario vi si stabilì per difendere Roma contro l'ostrogoto Vitige. Alla caduta dell'impero romano, il luogo fu abbandonato a causa della sua posizione troppo periferica.