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Istituzione

Storia dell'Accademia di Francia a Roma

La creazione dell'Accademia di Francia a Roma coincise con la politica dei grandi lavori pubblici intrapresa alla fine del XVII secolo da Luigi XIV, grazie alla quale furono trasformati il Louvre, le Tuileries e Versailles. Creata nel 1666 su impulso di Jean-Baptiste Colbert, Charles Le Brun e Gian Lorenzo Bernini, l'Accademia accoglieva sia i vincitori del Prix de Rome, sia i borsisti protetti dai grandi nobili francesi. I giovani artisti nominati dal re, avevano la possibilità di accrescere la loro formazione grazie al contatto con Roma e l'Italia.

I borsisti in residenza erano sottoposti a una disciplina rigorosa e dovevano dedicare il loro soggiorno alla realizzazione di copie di opere antiche e rinascimentali da portare in Francia. Ai pittori e agli scultori si aggiunsero nel 1720 gli architetti. Prima di trovare la sua collocazione definitiva a Villa Medici, l'Accademia di Francia a Roma ha avuto diverse sedi: dalla modesta abitazione vicino a Sant'Onofrio sul Gianicolo, fu trasferita a Palazzo Caffarelli (1673), poi a Palazzo Capranica (1684) e, infine, a Palazzo Mancini (1725), in via del Corso. In questo periodo l'Accademia di Francia accolse borsisti dai nomi illustri, quali Boucher, Subleyras, Fragonard, David, Robert e Houdon.

Durante la Rivoluzione Francese la carica di direttore fu soppressa, Palazzo Mancini fu saccheggiato dai contro-rivoluzionari romani nel febbraio 1793. Alcuni borsisti fuggirono a Napoli e a Firenze. In seguito a questi avvenimenti l'Accademia di Francia a Roma venne soppressa, per essere poi nuovamente istituita nel 1795 dal Direttorio. Non restava che trovare un nuovo edificio che la ospitasse: il 18 maggio 1803, la Francia e la Corte d'Etruria decisero di scambiare Palazzo Mancini con Villa Medici.