La Loggia
La facciata della Villa che dà sui giardini ha ispirato, nel corso della storia, numerose opere, come le incisioni del Piranesi, le vedute portuali immaginarie di Claude Lorrain nel XVII secolo o il dipinto di Norblin e Dupré che rappresenta la Festa organizzata da Chateaubriand per l'Arciduchessa Elena di Russia (1829) e le fotografie dei fratelli Alinari. Le belle colonne in cipollino e in granito egiziano incorniciano la ricca policromia dell'intarsio in marmo collocato davanti alla fontana del Mercurio, copia di una scultura del Giambologna oggi esposta al Museo del Bargello a Firenze. I due leoni che la decorano ricordano allo stesso tempo Firenze, Leone X e Ferdinando de' Medici, nato sotto il segno zodiacale del Leone. Le sfere scolpite sotto le zampe dei felini, sulle balaustre e quelle intarsiate nel marmo della facciata, evocano invece le armi dei Medici.
Il Grand Salon
Il Gran Salon è stato concepito al tempo del Cardinale de' Medici come luogo di feste e di ricevimenti: le sue finestre offrono un panorama straordinario della città eterna. Per tutto il XIX secolo e fino al direttorato di Balthus ospita la biblioteca dell'Accademia, ma quest'ultimo, desiderando restituire alla sala i colori dell'epoca rinascimentale, trasfersce la biblioteca e rimuove gli strati superiori di vernice, fino a ritrovare il verde originario. Questo colore, ottenuto grattando secondo il metodo tipico del pittore, non è uniforme, e questa pittura detta "alla Balthus" produce un effetto di vibrazione. Il salone è impreziosito oggi dalla presenza degli arazzi dei Gobelins portati nel 1726 a Roma, a Palazzo Mancini (sede dell'Accademia di Francia a Roma nel XVIII secolo, sotto il direttorato del pittore Nicolas Wleughels (1725-1737). Intitolati Tappezzerie delle Indie, questi arazzi rappresentano scene di caccia e di combattimento tra animali.
Le Galleria di Ferdinando de' Medici
La Galleria, attigua ai saloni, è stata originariamente concepita per ospitare le collezioni di antichità di Ferdinando de' Medici, che attiravano moltissimi viaggiatori da tutta Europa. Tra il 1587 e la fine del XVIII secolo, in seguito alla partenza del cardinale, le sue prestigiose collezioni vengono trasferite a Firenze. Nel corso del XIX secolo, una volta che la Villa diventa sede dell'Accademia di Francia a Roma, i borsisti espongono nella Galleria i calchi di sculture antiche dell'epoca romana. In seguito, sotto il direttorato di Balthus, la Galleria Ferdinando de' Medici viene suddivisa in tre parti: la biblioteca e due saloni.
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