Villa Medici

Storia

  • La facciata e il Mercurio di Giambologna

    La facciata e il Mercurio di Giambologna
    © 2009 Académie de France à Rome - Villa Medici
    Fotografie di Giuseppe Causati e Piero Zagami

  • La facciata su via Trinità dei Monti

    La facciata su via Trinità dei Monti
    © 2009 Académie de France à Rome - Villa Medici
    Fotografie di Giuseppe Causati e Piero Zagami

  • Dettagli delle mura esterne e veduta su Roma

    Dettagli delle mura esterne e veduta su Roma
    © 2009 Académie de France à Rome - Villa Medici
    Fotografie di Giuseppe Causati e Piero Zagami

Conosciamo solo in parte la storia della collina del Pincio tra il VI e il XVI secolo. Quando il cardinale Giovanni Ricci da Montepulciano acquistò il terreno nel 1564 vi era soltanto un piccolo edificio, detto "Casina Crescenzi" dal nome del proprietario, e alcune antiche vestigia, come il tempio della Fortuna. Il Cardinal Ricci vi fece quindi costruire dall'architetto fiorentino Nanni di Baccio Bigio un imponente palazzo residenziale integrando una parte delle strutture preesistenti. Sotto la sua direzione furono avviati grandi lavori che non erano ancora stati terminati alla morte del cardinale, nel 1574.

Ferdinando de' Medici (1549-1609), cardinale già a tredici anni, collezionista e mecenate, acquistò il terreno nel 1576 e affidò all'architetto fiorentino Bartolomeo Ammannati un progetto molto ambizioso, per trasformare la residenza in un magnifico palazzo degno dei Medici. Amante dell'antichità come molti dei suoi contemporanei, Ferdinando de' Medici concepì la Villa come un museo, vi dispose una galleria-antiquarium dove poteva esporre la sua collezione di opere antiche e fece inserire una serie di bassorilievi antichi nella facciata orientata verso il giardino. Anche il parco venne realizzato con effetto scenografico, sul modello dei giardini botanici creati da suo padre qualche anno prima a Pisa e Firenze: vi si potevano trovare diverse piante rare e molte preziose opere antiche. A sud le rovine del Tempio della Fortuna vennero interrate per lasciare spazio a un belvedere, il Parnaso, dal quale si poteva godere la vista di gran parte della città e di quella che, al tempo, era la campagna circostante.

Lontano dagli sguardi, sulle Mura Aureliane, venne edificato lo Studiolo, un piccolo padiglione commissionato da Ferdinando de' Medici e collocato su una delle torri di guardia delle Mura Aureliane. Tale padiglione, che affacciava sulla campagna romana, è costituito da una sala principale e da una sala più piccola che dà su un terrazzino. Il recente restauro di questo edificio ha riportato alla luce la magnifica decorazione di Jacopo Zucchi (allievo del Vasari), risalente agli anni 1576-1577,  che rappresenta un pergolato popolato da una moltitudine di uccelli. Il vestibolo è decorato invece da un'interessante veduta della Villa all'epoca di Ferdinando, da allegorie delle stagioni e da scene tratte dalle favole di Esopo. Nel 1587 il cardinale Ferdinando de' Medici fu chiamato a Firenze per succedere a Francesco I sul trono del Granducato di Toscana e non riuscì a portare a termine la costruzione della villa. Le statue più preziose furono spostate a Firenze e i Lorena, eredi del Granducato di Toscana, misero in vendita la Villa nel 1803.

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