Il Parnaso è una creazione di Ferdinando de' Medici, che ha abilmente sfruttato il crollo di un antico tempio rotondo, la cui presenza è testimoniata negli affreschi dello Studiolo. L'inclinazione dell'elevazione ha creato la pendenza della montagnola. Nel corso dei secoli questa montagnola si è gradualmente deformata, ed è rimasta soltanto una scalinata che conduce a un piccolo chiosco sulla cima. Grazie a degli scavi è stata portata alla luce una galleria sotterranea che conserva, sulla parete, tracce di una vecchia canalizzazione in piombo che sbucava su un pozzo ostruito al centro della montagnola. Lo sbancamento completo del pozzo ha permesso di ritrovare, al livello intermedio, tre antiche cisterne che testimoniano la presenza di una fontana sulla sommità della montagnola. La possibilità di questa presenza è dovuta al genio di Camillo Agrippa, che era riuscito a far salire l'acqua dall'Aqua Vergine fino alla cima del Parnaso. E' proprio per celebrare il suo genio che è stata appena completata la rimessa in acqua della fontana. Riutilizzando degli elementi in pietra in possesso della Villa è stato possibile creare una fontana di tipo mediceo che comprende una vasca inferiore, un basamento e una vasca superiore. La vasca inferiore è stata ricostituita a partire da due elementi e completata con un marmo simile che lo scultore Massimo di Piro ha saputo modellare in perfetta armonia con le pietre antiche. La base è stata completata con un elemento in travertino per la parte superiore e la vasca superiore, a 6 getti, è stata accuratamente pulita e liberata dalle concrezioni. Una sfera (o un palo secondo gli stemmi dei Medici) posato sulla vasca permette all'acqua di sgorgare a fiotti e di offrire il rumore degli spruzzi che cadono nella vasca inferiore a partire da 6 getti. La presenza dell'acqua e del suo rumore fa parte della messa in scena voluta da Ferdinando de' Medici, con un'abile coniugazione tra lo sviluppo sostenibile, da sempre applicato nei monumenti storici, l'innovazione scientifica e l'arte al servizio di una poesia del quotidiano.
Testo di Didier Repellin tratto dal volume " Villa Médicis - La restauration du Parnasse " - Palombi Editori, pagina 9
Testo di Didier Repellin tratto dal volume " Villa Médicis - La restauration du Parnasse " - Palombi Editori, pagina 9
| Versione per la stampa |
