I segni lasciati dal tempo hanno reso necessario restaurare l'insieme dell'edificio di Villa Medici affinché potesse tornare a suo splendore di palazzo rinascimentale della fine del XVI secolo. I restauri degli anni 2000 hanno consentito di far tornare alla luce il colore bianco avorio della facciata, testimoniato in particolare dai dipinti di Gaspar Van Wittel, che risulta in perfetta armonia con i marmi antichi delle sculture classiche. Attualmente la riorganizzazione dei giardini è mirata a recuperare l'aspetto di lieu plaisant che la tenuta aveva all'epoca del Rinascimento. Gli scavi archeologici diretti dall'École Française de Rome hanno inoltre permesso di realizzare importanti scoperte riguardanti l'antichità: per la prima volta è stato infatti possibile esplorare in modo esaustivo le vestigia del palazzo dell'imperatore romano Onorio (risalente all'inizio del V secolo), ritrovate sepolte sotto il "Piazzale" davanti alla Loggia.
Nel 1991 il Ministero della Cultura e la Direzione del Patrimonio hanno deciso di intraprendere una vasta campagna di restauro riguardante sia Villa Medici che altri edifici sul sito. I lavori hanno avuto inizio con il restauro della Galleria del Bosco, prolungamento dell'ala della biblioteca, la cui facciata era ormai corrosa dall'umidità. Parallelamente, per effettuare i primi studi destinati a conoscere meglio il suo stato di conservazione, sono state montate delle impalcature anche sulla facciata interna della Villa. Unica nel suo genere, quest'ultima è spesso citata come uno dei più begli esempi di presentazione di opere d'arte antiche del Rinascimento. È anche per questo motivo che i membri della Commissione Scientifica hanno deciso, di comune accordo, di iniziare dalla Galleria del Bosco, opera minore che avrebbe dovuto permettere di capire meglio i problemi della facciata della Villa. Questa prima fase si rivelò, però, di scarsa utilità, perché l'umidità e i danni causati dal tempo non avevano lasciato alcuna traccia degli intonaci originari della Galleria. Dopo il risanamento della facciata secondo una tecnica molto usata in Italia - che consiste nel tagliare la parete alla base per inserirvi una lastra di PVC, evitando così risalite capillari - si intervenne sugli intonaci, che furono interamente rifatti con le tinte del Cinquecento, e sui basso-rilievi, che erano stati sistemati da Ingres "alla maniera" di Ferdinando de' Medici.
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