Villa Medici

Storia

  • La stanza del Cardinale

    La stanza del Cardinale o degli elementi
    © 2009 Académie de France à Rome - Villa Medici
    Fotografie di Giuseppe Causati e Piero Zagami

  • Stanza del cardinale, affresco

    La stanza del Cardinale o degli elementi : soffitto a cassettoni

La stanza del Cardinale o degli elementi

Nel momento in cui acquista Palazzo Ricci, Ferdinando de' Medici (1549-1609) chiede a Jacopo Zucchi di decorare le stanze di rappresentanza situate al di sopra di una Loggia che ha appena fatto ampliare. Le tre sale adiacenti che si affacciano sul Piazzale e i giardini sono riccamente decorati dal maestro manierista e dal suo atelier. La prima è la stanza degli Elementi, la seconda è quella delle Muse e la terza quella degli Amori di Giove. Cosimo III, che considerava la decorazione di quest'ultima troppo licenziosa, ne ha fatto bruciare i pannelli istoriati in occasione del suo soggiorno a Roma nel 1700.

Il cardinale Ferdinando dormiva nella stanza delle Muse. Su un soffitto a cassettoni tipicamente fiorentino, ornato di tele dipinte quadrate ed esagonali e di piccoli pannelli rettangolari che circondano un grande quadro ovale, le figure femminili sono caratterizzate contemporaneamente dai simboli delle Muse e dei pianeti. Si tratta delle Muse delle sfere di tradizione neoplatonica, che regolano il movimento di ogni pianeta. L'insieme, incorniciato da un fregio che rappresenta le storie di Ercole e di Minerva, voleva rappresentare l'oroscopo di Ferdinando de' Medici.

Alla nascita di Ferdinando, il padre Cosimo I aveva letto nel quadro astrale del neonato la predizione di un destino reale. Essendo Ferdinando il suo quinto figlio maschio, Cosimo era obbligato a nascondere un documento che prediceva implicitamente la morte prematura dei primi quattro. Tre di loro morirono in effetti giovani. A Roma Ferdinando, venuto a conoscenza dell'oroscopo, voleva forzare il destino trascrivendolo sul soffitto della sua stanza. Senza dubbio il cardinale inizialmente puntava al trono di San Pietro. Nel 1587 la morte del fratello maggiore Francesco I permise a Ferdinando di succedergli alla guida del Granducato di Toscana. Una morte provvidenziale, a cui il cardinale non era forse completamente estraneo...

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