L'Atelier del bosco
Situato sotto la terrazza del Bosco, l'atelier fu rappresentato nel XVII secolo da Diego Velasquez in un celebre dipinto conservato attualmente al Museo del Prado di Madrid. Questo ambiente ha ospitato, dal 1933 all'inizio della guerra, il Museo di Villa Medici, mentre negli anni '60-'70 Balthus lo ha trasformato nel suo atelier. Oggi l'Atelier del Bosco è uno spazio di esposizione molto apprezzato dagli artisti contemporanei.
Il bosco
Il bosco è il luogo più misterioso della Villa. Sembra che, attorno al 1570, fosse stata sistemata una selva sul terreno su cui sorgevano dei templi antichi dedicati alla Fortuna e alla Speranza, ancora visibili a metà del XXVI secolo.
Il bosco era il terreno di caccia preferito di Ferdinando de' Medici. Si tratta di uno degli ultimi esempi di 2ragnaia", elemento frequente nei giardini medicei, progettato su una trama geometrica, in modo che, quando il cardinale desiderava cacciare, si tendevano alcune reti agli angoli di ogni quadrato per imprigionare gli uccelli. Da qui il nome "ragnaia", ragnatela.
All'arrivo di Ferdinando gli uccelli venivano liberati e la caccia aveva inizio.
In fondo al bosco, Ferdinando fece erigere un tumulo sulle rovine dei templi antichi, alla cui sommità si trova una fontana, risultato di un grande sforzo tecnico di Camillo Agrippa. Risulta incerta la funzione di questa colina artificiale; è possibile che si trattasse di un parnaso, dal nome del monte consacrato ad Apollo e alle Muse. Secondo l'interpretazione più probabile, il monte sarebbe potuto diventare il mausoleo di Ferdinando, se questi fosse rimasto a Roma. La forma, in effetti ricorda le tombe dei sovrani etruschi di cui i Medici pretendevano di essere i discendenti. Per di più gli scavi hanno rivelato sotto la collina tre stanze edificate sul modello delle camere etrusche sul modello delle camere funerarie etrusche. Cancellando il ricordo dell'antichità classica per costruire un monumento etrusco a sua memoria. Ferdinando avrebbe anche affermato la dominazione fiorentina su Roma.
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